Categoria: Server

The R710 Workstation: parte 2


Il giocattolone e` finalmente arrivato. Mi sono subito messo all’opera.
La prima feature che salta all’occhio non appena lo si accende e` la rumorosita`, che ho deciso di fronteggiare in modo radicale, ovvero rimuovendo le 5 ventole da 6cm e momentaneamente appoggiato una 12×12 che soffia verso i dissipatori dei processori.
A questo punto la ventola dell’alimentatore ha iniziato ad arrabbiarsi e a cercare di compensare, ma dopo qualche secondo si mette tranquilla e non disturba troppo.
Ho inizialmente collegato il disco SSD con Windows al controller Perc H700 e ho tentato il boot, naturalmente senza successo e con schermata blu.
Ho notato poi che sulla scheda madre ci sono due connettori SATA, di cui uno usato dal lettore CD e l’altro libero. Ma dove trovare l’alimentazione?
Cercando di non complicarmi la vita, ho unito al volo un cavo USB con un cavo di alimentazione SATA. A quel punto l’SSD e` stata vista dal bios. Ho visto GRUB, ma windows nuovamente ha restituito schermata blu.
Il tentativo successivo prevedeva l’uso di ESXi per virtualizzare windows e far usare la scheda video direttamente alla macchina virtuale.
A proposito di scheda video: ho trovato nell’armadio una vecchia Radeon X1550. Naturalmente con connettore PCIe 16x, mentre le porte nel server sono 8x e la scheda non entra.
Poco male: col cutter ci si fa spazio nella plastica del connettore e si apre un varco per far entrare la scheda video, che a quel punto funziona a 8x invece che 16x (ma una x1550 lavorerebbe a pieno ritmo anche a 1x).
Ebbene, non c’e` stato verso di far andare la scheda video con ESXi, in compenso il sistema ha bootato nella console e sono riuscito ad attivare i servizi relativi ad AHCI e RAID.
Di conseguenza, ricollegando l’SSD alla scheda madre sono arrivato al login di windows. Immettendo la password freezava dopo pochi secondi, ma con la modalita` provvisoria ha visto e installato i driver del controller Perc H700.
E` stata questione infine di rimettere l’SSD nel controller RAID e windows e` partito!

La scheda video continuava a non voler funzionare (tutto ok nella gestione periferiche ma monitor spento). Ho dovuto disattivare il video integrato tramite BIOS.

Per adesso funziona tutto (quello che c’e`): schede di rete, processori, RAM, scheda video, SSD.
Ho anche aggiunto la scheda PCIe USB 3.0, che pero` richiede un connettore molex per prendere alimentazione. Naturalmente all’interno del server non ce ne sono, quindi sto cercando la via migliore per crearlo.

Prossimi step:
Dischi da 3.5 sul controller PERC (ho gia` capito come fare)
Spostamento del server nell’altra stanza (serve un cavo DVI dual link abbastanza lungo, arrivera` a giorni)
Silenziamento definitivo
ESXi con scheda nVidia (servira` una quadro)

A presto!

The R710 Workstation: parte 1


Nella necessita` di sostituire il PC fisso, mi sono guardato intorno e ho investigato nel mercato dell’usato.
In particolare mi sono accorto che le memorie RAM ECC hanno un costo incredibilmente basso se paragonate alle RAM normali. Sara` una questione di mercato, forse vengono venduti piu` server che pc da casa?
Comunque poco male. Proseguendo l’indagine saltano fuori dei computer piuttosto interessanti, anche se con delle evidenti limitazioni: in particolare server con formati per rack, magari non recentissimi.
Ho la fortuna di avere una nicchia nel muro che comunica con la stanza adiacente, in cui posso facilmente far passare dei cavi per lasciare il computer oltre la parete. La rumorosita` e l’estetica quindi non sono requisiti primari.
Rimane da trovare qualcosa con:
-molta RAM (virtualizzando e aprendo schede su chrome ne sparisce a vista d’occhio)
-molta CPU (diciamo doppio zoccolo e meglio se con 6 core ciascuno)
-possibilita` di montare schede PCIe (per mettere una scheda video)
-USB 3.0 oppure uno slot PCIe libero per un adattatore
-UEFI
-costo contenuto

Ebbene, dopo un po’ di ricerca e` saltato fuori un usato cosi` costituito
Dell PowerEdge R710
doppio Xeon X5650 2.66GHZ 6 core
48GB di DDR3
doppio alimentatore
4 porte gigabit
4 slot pci-e

Il costo? Vediamo chi indovina.

A quest’ora dovrebbe essere in transito. Vi aggiorno quando arriva per raccontarvi la trasformazione da server a workstation!

10pcs-lot-100-original-brand-New-font-b-CR2032-b-font-3V-LITHIUM-Coin-font-b

Proxmox su HP Proliant ML150 G3


Di fronte all’esigenza di installare un nodo Echolink, mi è stato affidato il compito di studiare la migliore soluzione hardware per poter avere un’operazione duratura nel tempo. Lo sponsor ha messo a disposizione un vecchio HP Proliant ML150 G3, che altro si può chiedere?

Sembrava tutto facile: Proxmox con macchina Windows all’interno, USB passthrough e poco altro. Tra l’altro questa era la seconda macchina, sorella di un’altra ML150 in cui l’installazione era andata a buon fine.

Quindi inizio col ricreare il RAID 1, poi boot dal DVD di Proxmox 4, tutto procede bene finché arrivo all’interfaccia web. Creo la macchina Windows ma non vuole partire. Disattivando le estensioni VT della vm avviene il boot, ma che lentezza!

Accedo al BIOS, attivo il supporto a VT, riavvio e ancora nulla. Mi documento su Google, qualcuno dice che non basta riavviare dopo aver salvato le impostazioni del BIOS, ma bisogna spegnere la macchina completamente.

Così faccio, ma ancora la vm non parte. Qualcosa non quadra. Scarico i due BIOS con flashrom e li confronto: sono diversi, forse questo è più vecchio e VT non funziona proprio. Mi arrendo e dopo qualche giorno provo ad installare Windows senza VT, arrivo con molta calma alla schermata per impostare l’orario, che però è sbagliato di diverse ore.

A questo punto mi viene un dubbio, per cui attingo alla collezione di CR2032 e procedo alla sostituzione. Entro nel BIOS, imposto l’ora, attivo VT. Faccio ripartire Proxmox e come per magia ora Windows funziona bene.

Lezione imparata oggi: avere sempre una CR2032 a portata di mano!

HP Microserver Gen9

Due parole su HP Microserver


Dovendo rimpiazzare un vecchio server HP con problemi di boot (ventola che gira per un secondo, ventola che si ferma per un secondo, ventola che gira…) ho studiato le proposte dei due big (HP e Dell), rimanendo piacevolmente stupito nel trovare una macchina particolarmente adatta al compito che avrebbe svolto.

Sapevo dell’esistenza di questi HP Microserver, tuttavia non ne ho mai avuto uno tra le mani. Siamo arrivati all’ottava generazione di questi dispositivi, che ora offrono un design accattivante e performance sufficienti per le esigenze di piccoli studi o uffici.
La dotazione più economica ha un modesto Celeron, 4gb di memoria espandibile, quattro baie da 3,5 pollici per dischi SATA, porte gigabit e soprattutto il simpatico iLO: ovvero il server, anche se spento, appare in rete con un’interfaccia web con cui si può spegnere, resettare, vedere lo schermo, caricare delle ISO in un drive virtuale. Quindi tutta la manutenzione software si può fare da remoto.

Costerà un sacco? Stranamente no. Guardalo con i tuoi occhi su Amazon.

Raspberry_Pi_Beta_Board

NAS economico, affidabile e a basso consumo con RPi


Per rispondere alle richieste di una piccola azienda (disporre di uno storage condiviso ad alta disponibilità), ho realizzato una soluzione basata su Raspberry PI e software open source.

Gli ingredienti sono:

Raspberry PI 3
4 chiavette USB da 64GB
Linux (Debian, naturalmente)
Software RAID (mdadm)
Samba
Rsnapshot

Il risultato? Un NAS a basso costo, con capacità interessante (192GB RAW e un po’ meno effettivi), consumo elettrico ridicolo (<10W), ridondato grazie al RAID 5 e perfettamente integrato nei client Windows 7-10 connettendo la condivisione Samba con le unità di rete.
Il tutto continuamente monitorato, per svolgere le manutenzioni proattivamente, piuttosto che inseguire i guasti dopo che si sono verificati.

Questa soluzione permette ora di avere lo storage richiesto, venendo incontro alle richieste di affidabilità ma anche di budget e, non trascurabile, di un contenuto e sostenibile consumo energetico.